Gli austriaci e i francesi di Napoleone

Dal 1802 al 1805 Milano fu capitale della napoleonica Repubblica Italiana e dal 1805 al 1814, capitale del napoleonico Regno Italico.

Un periodo di vivaci riforme inizia intorno alla metà del secolo XVIII sotto il regno di Maria Teresa d’Austria (1740-1780) e prosegue con il regno di Giuseppe II d’Austria (1780-1790). In questo periodo Milano riprende ad avere un ruolo primario sia sul piano culturale (sensibilità e contributi verso l’Illuminismo) che su quello economico. Svolgono ruoli importanti figure come Pietro Verri, Alessandro Verri,

Il 1º gennaio 1760 entra in vigore il censimento. Sappiamo che a questa data a Milano (esclusi i Corpi Santi) c’erano 5206 unità immobiliari con 2423 proprietari rispetto a 108.000 abitanti.
Napoleone entra a Milano il 15 maggio 1796, Giuseppe Pietro Bagetti

Vi sono diverse istituzioni attuali che sono state fondate o patrocinate dagli austriaci, nel primo o secondo periodo. Tra queste il Teatro alla Scala, le scuole e l’Accademia di Brera (ospitate in un convento confiscato ai Gesuiti), la Biblioteca Braidense (Maria Teresa la rese pubblica essendo prima privata), la Cassa di Risparmio delle Province Lombarde e varie altre importanti istituzioni tra cui l’Università (prima occorreva recarsi a Pavia). Da segnalare il famoso catasto (che costituì un modello per gli altri stati) e la formazione di alcune delle prime ferrovie italiane (la Ferdinandea) al punto che all’Unità d’Italia i domini austriaci avevano una rete ferroviaria tra le più estese tra gli stati confluiti nel Regno d’Italia (la rete era seconda sola a quella del Regno di Sardegna).

Dal 1796 al 1797 fu capitale della Repubblica Transpadana, dal 1797 al 1802 capitale della Repubblica Cisalpina, dal 1802 al 1805 capitale della napoleonica Repubblica Italiana e dal 1805 al 1814 capitale del napoleonico Regno Italico.

Napoleone si incoronò “re d’Italia” in Duomo con la Corona Ferrea, e portò diverse riforme. Contribuì anche a modificare Milano, ad esempio imponendo di terminare la facciata del duomo (1805) per la sua incoronazione, ideando la sostituzione del castello sforzesco con “foro buonaparte”, progetto poi da lui bocciato, ma che generò l’attuale semicerchio stradale, che (completato nella parte superiore) avrebbe dovuto sostituire il castello, inviso alla popolazione in quanto simbolo dell’assolutismo. Per Napoleone nel 1807 fu iniziato l’attuale arco della Pace, che fu tuttavia finito sotto la seconda dominazione austriaca.