Primo periodo austriaco

Teatro della Scala

Con il regno di Maria Teresa d’Austria, Milano conobbe una ripresa economica animato dallo spirito illuminista.

Con il regno di Maria Teresa d’Austria (1740-1780) e continuando con il regno di Giuseppe II d’Asburgo-Lorena (1780-1790), Milano conobbe una ripresa economica, tornando ad avere un ruolo importante nella cultura dell’epoca animato dallo spirito illuminista e lo stile artistico dominante fu il Neoclassicismo.
Questo periodo vide i natali di figure di spicco della cultura milanese quali Pietro Verri, Alessandro Verri, Cesare Beccaria, Paolo Frisi, Ruggero Giuseppe Boscovich, Giuseppe Parini e Giuseppe Piermarini.
Nel 1760 il governo austriaco organizzò il primo censimento a Milano, da cui emerse la presenza di 5.206 unità immobiliari con 2.423 proprietari e una popolazione totale di 108.000 abitanti.
In questo periodo nacquero diverse istituzioni, come il Teatro alla Scala, le scuole e l’Accademia di Brera (ospitate in un convento confiscato ai Gesuiti), la Biblioteca Nazionale Braidense (Maria Teresa la rese pubblica essendo prima privata), la Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde e varie altre importanti istituzioni tra cui l’Università (prima occorreva recarsi a Pavia).
La costruzione di alcune delle prime ferrovie italiane (la Ferdinandea) al punto che all’Unità d’Italia i domini austriaci avevano una rete ferroviaria tra le più estese tra gli Stati confluiti nel Regno d’Italia (la rete era seconda sola a quella del Regno di Sardegna: 850 km per quest’ultimo e 607 km nel Lombardo-Veneto).

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